L’ITALIA DIVENTA UNA REPUBBLICA  (70° ANNIVERSARIO)

Il 2 giugno e’ la festa della Repubblica italiana, la festa del popolo, la festa della democrazia, la festa che commemora il lontano referendum a suffragio universale del 1946 che istituì la Repubblica.

Alla fine della seconda guerra mondiale (1945) le condizioni dell’Italia apparivano disastrose. Si poneva il problema non solo di una ricostruzione materiale ed economica, ma  anche  di un riassetto istituzionale; bisognava cioè dar vita ad uno Stato che, dopo venti anni di fascismo soffocatore della libertà, rinnovasse l’esistenza civile degli italiani, riportando il paese alla democrazia e all’autogoverno. Fu durante il governo del democristiano  Alcide De Gasperi che si compì uno dei più importanti fatti politici dell’immediato dopoguerra: un decreto stabilì che la questione istituzionale dovesse essere decisa dal popolo mediante un referendum istituzionale.

 Per la prima volta si votava a suffragio universale, maschile e femminile, per scegliere tra monarchia e repubblica e per nominare i membri dell’Assemblea Costituente che avrebbe dovuto redigere la nuova Costituzione. Queste votazioni si tennero il 2 giugno 1946: era la prima volta dopo la dittatura fascista che gli italiani tornavano a dare il voto in piena libertà; era la prima volta, che il diritto di voto era veramente universale, votavano anche le donne.  Non solo, le donne potevano anche essere elette. In tutta Italia, Milioni di donne,   e tra queste molte stelle del cinema, come la popolare Anna Magnani, sostavano composte in lunghe file davanti ai seggi elettorali; le giovani, con abiti leggeri, le più anziane, esponendo un rigoroso lutto, segno delle atrocità della guerra.

Monarchia o Repubblica? Il risultato del referendum fu a favore della forma repubblicana (54,3% dei voti contro il 47,7% ). E’ un italia spaccata tra Nord e Sud.  ll Nord vota a maggioranza repubblicana mentre il Sud è compattamente monarchico. Di conseguenza, Umberto II di Savoia, diventato re il 9 maggio 1946, in seguito all’abdicazione del padre Vittorio Emanuele III, lasciò l’Italia e si ritirò in esilio in Portogallo. Gli anni dal 1946 al 1948 furono caratterizzati dai lavori preparatori dell’assemblea costituente per la redazione della Costituzione, da porre alla base della nuova Repubblica. 28235945-festa-della-repubblica-italiana-grunge-stamp-with-on-vector-illustration--Stock-VectorNelle votazioni del 2 giugno furono elette 21 donne su 226 alla Costituente, le cosiddette “Madri Costituenti” e cinque di loro entrarono nella “commissione dei 75”,  una commissione speciale incaricata di elaborare e proporre il progetto di Costituzione da discutere in aula. L’assemblea, costituita dai partiti del CNL (Comitato Nazionale di Liberazione), tra cui la democrazia cristiana, il partito socialista e il partito comunista, elesse Enrico de Nicola capo provvisorio dello Stato, che avrebbe ricoperto la carica fino al termine dei lavori per la stesura della nuova Carta Costituzionale.

La Costituzione entrò in vigore il 1 gennaio 1948. Il 31 gennaio del 1948 l’assemblea costituente si sciolse e tre mesi dopo si svolsero le elezioni per la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica. Il 12 maggio del 1948 le camere in seduta comune elessero il primo Presidente della Repubblica: Luigi Einaudi.

La Costituzione repubblicana, frutto di un compromesso tra le diverse forze politiche, presenta diversi caratteri fondamentali voluti dai costituenti per non ricadere mai più in forme dittatoriali.

“La Costituzione è il fondamento della Repubblica. Se cade dal cuore del popolo, se non è rispettata dalle autorità politiche, se non è difesa dal governo e dal Parlamento, se è manomessa dai partiti verrà a mancare il terreno sodo sul quale sono fabbricate le nostre istituzioni e ancorate le nostre libertà’” Sandro Pertini.

Sandra Pizzonia