Aria di cambiamento grazie ai giovani di Peppino Impastato.

Mi ritrovo a metà corteo che inizia dalla sede di Radio Aut (Terrasini) a Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato (Cinisi). Mi fermo ad un  parcheggio, quello che va verso lo stadio. Sento la necessità di scrivere quello che “vedo”… Un fiumara di persone lì, per Peppino, per ricordare che sono trascorsi 40 anni dal suo assassinio di mafia. Il caldo è forte e l’atmosfera afosa anima la folla. Tanti ragazzi che urlano gli ideali di Peppino, che a squarciagola inneggiano frasi contro la mafia, contro i mafiosi. Tante e forse troppe telecamere e “fotografi” che bloccano e rendono a tratti la sfilata un’attrazione teatrale . Forse le immagine dovrebbero essere “catturate” dentro di sé, immagazzinarne troppe si rischia di farne indigestione; perché non solo Sky, Rai News, TRM, Palermo Today e altri emittenti televisive cercano di valorizzare l’evento, anche ogni persona che si trova li, cerca di cogliere lo scatto giusto. Pure io! Accenti e dialetti da tutt’Italia, ragazzi e scuole di Brescia, Molfetta, Catania, Rovereto, Varese, Cinisi, Palermo, …

Molte associazioni e partiti presenti: dal partito comunista alla Cgil, da Casa Memoria a Amnesty International, da “Donne di Benin City” ad “Agende Rosse” Paolo Borsellino e tante altre associazioni provenienti da ogni parte della penisola. Sentire i vari ragazzi intonare cori, fa capire che forse qualcosa può e deve cambiare, perché bisogna dare fiducia e un futuro a  questi giovani. Nella loro “grinta” si sentiva una ventata di cambiamento, una reazione al “marciume” della corruzione che ancora esiste. Quello che i giovani hanno trasmesso deve far riflettere coloro che credono che tutto dovrà rimanere così! Invece no, si può cambiare!

C’erano molti volti noti, sia della politica che dello spettacolo: Susanna Camusso, Roy Paci, Leoluca Orlando, ovviamente Giovanni Impastato e altri ancora. C’erano anche molti sindaci, tra gli altri l’attivista primo cittadino di Messina Renato Accorinti. Chissà se in mezzo a tutti non c’erano anche dei mafiosi che si nascondevano.

Grazie “ragazzi” di Peppino! Ho ancora la pelle d’oca per le emozioni trasmesse.